Appello a Mattarella, Renzi e Gentiloni: “Più tutele per gli italiani detenuti all’estero”

Fonte: Il Corriere della Sera
Autore : Monica Ricci Sargentini

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta alle istituzioni da parte della Onlus Prigionieri del Silenzio che dal 2008 si batte per la tutela dei diritti umani dei circa tremila italiani detenuti all’estero.

Nell’aprile 2013 fu pubblicata nella sezione Interventi e Repliche di un quotidiano nazionale una nostra missiva indirizzata all’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Veniva riportato in apertura: “I recenti sviluppi del caso dei marò detenuti in India rappresentano un pericoloso campanello d’allarme, sul quale è bene che riflettano tutti gli italiani”.

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Nonostante noi avessimo segnalato questa criticità, da allora nulla è ancora cambiato. Anzi, abbiamo riscontrato dal 2013 ad oggi, un ulteriore incremento di fatti preoccupanti, come l’arresto illegale di un nostro rappresentante, un ambasciatore, e il calvario vissuto da Roberto Berardi.

Gli italiani detenuti all’estero rimangono attualmente più di tremila: che siano innocenti o colpevoli, non sta a noi dirlo. Certamente, invece, è nostro compito ricordare che la maggior parte di loro versa in condizioni che ledono profondamente i diritti umani fondamentali.
Oggi, nel primo giorno del 2016, ci piacerebbe che queste parole e questa realtà giungessero all’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e che a questi temi fosse rivolta la giusta attenzione anche da parte del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Proprio per questo ci rivolgiamo a voi, cariche istituzionali, che fin dall’inizio del vostro mandato avete risposto alla richiesta di dedicare le vostre attenzioni al delicato caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone garantendo impegno nella ricerca di una soluzione concreta che ponga finalmente fine al calvario dei nostri fucilieri. In questa sede non ci interessa evidenziare le incongruenze a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, né tantomeno l’incontestabile illegalità della prigionia che Salvatore e Massimiliano si trovano ad affrontare; non vogliamo ricordare che i due connazionali – al momento dell’arresto – erano al servizio del nostro Paese, né le irregolarità che sono state commesse e che hanno concretizzato l’arresto favorendo il successivo silenzio e la circolazione di informazioni sempre meno chiare.

Vogliamo piuttosto chiedervi di intervenire attivamente, al fine di garantire a tutti gli italiani la sensazione di sicurezza e la certezza di essere ben rappresentati, seguendo l’esempio del nostro ex ministro Giulio Terzi, da sempre impegnato nella soluzione del caso dei nostri due fucilieri.
Ora, noi ci auguriamo che queste parole arrivino alla vostra attenzione, e che portino ad un’azione coerente da parte delle più alte cariche dello Stato al fine di poterci sentire davvero tutelati, nonostante le ripicche politiche e strumentali a cui stiamo assistendo impotenti negli ultimi anni.

Massimiliano e Salvatore sono due italiani che sono stati ingiustamente scaraventati all’inferno, un inferno che vivono con loro tutte le persone che li amano. Noi ci chiediamo come possa un cittadino italiano sentirsi al sicuro se le nostre autorità non riescono a tutelare i diritti e la libertà di due connazionali che, oltretutto, hanno messo la loro vita al servizio del Paese.
Ci auguriamo davvero che la nostra richiesta venga accolta, affinché l’augurio di Buon Anno nuovo che rivolgiamo a Massimiliano e Salvatore e a tutti quelli che – come loro – sono prigionieri del silenzio e dell’ingiustizia non sia solo un auspicio ma la concreta promessa di impegno più attivo e di una maggiore presenza.

3 thoughts on “Appello a Mattarella, Renzi e Gentiloni: “Più tutele per gli italiani detenuti all’estero”

  1. E anche ad altri italiani che sono detenuti all’estero, dove vengono abbandonati da tutti..in primis dall’ambasciata, che sarebbe loro compito cercare di tenere i contatti con i famigliari.

  2. Buongiorno Diana, come prigionieri del silenzio ti assicuro che ci occupiamo in primis di tutti gli italiani che sono detenuti all’estero e chiedono il nostro aiuto. Il sito è in costruzione, chiaramente non è l’unico appello di prigionieri del silenzio e non sarà l’ultimo

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